SE LO SGUARDO SI VOLGE AL MONDO

Pubblicato il

29 Gen 2026

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Per una ripartenza della diplomazia

Ho scelto di dedicare il mio contributo di questo mese alla geopolitica per due motivi fondamentali. Innanzitutto, per la mia profonda passione per questa materia, unita a una crescente preoccupazione per la deriva autoritaria e violenta che sta prendendo il nostro tempo. In secondo luogo, perché il tema di questo numero è la “ripartenza“: e quale miglior ripartenza potremmo augurarci, come umanità, se non quella di rimettere al centro i colloqui diplomatici, mettendo finalmente da parte la legge del più forte?

La Forza oltre il Diritto: un mondo sull’orlo del precipizio

L’illusione che il mondo potesse essere governato da un sistema di regole condivise si sta sgretolando. Oggi, la tendenza è spaventosa: chi è militarmente più forte si sente legittimato a ignorare le norme del diritto internazionale per puro interesse di potenza.

Tre crisi simbolo del nostro fallimento

Il panorama globale è segnato da eventi che hanno calpestato i confini della legalità:

L’Ucraina e il ritorno della conquista: l’invasione russa ha riportato l’orologio della storia indietro di un secolo, negando il dogma dell’invulnerabilità dei confini.

Il conflitto Israelo-Palestinese e il Genocidio di Massa: la tragedia di Gaza ha superato i limiti della guerra convenzionale. Quello che tribunali e organizzazioni denunciano come un vero e proprio genocidio di massa — con il massacro sistematico di civili e la distruzione deliberata di ogni mezzo di sussistenza — rappresenta il fallimento più atroce del diritto umanitario.

Il Blitz in Venezuela: la cattura arbitraria di Nicolás Maduro da parte delle forze americane (gennaio 2026) ha segnato un altro punto di rottura. Prelevare un leader straniero sul proprio suolo nazionale, ignorando ogni protocollo, conferma che l’unilateralismo è tornato a essere lo strumento per imporre cambiamenti di regime.

L’eco degli anni ’30 e la folle corsa al riarmo

Tutto questo ricorda terribilmente gli anni ’30 del secolo scorso. Invece di rafforzare la diplomazia, la comunità internazionale si affretta a riarmarsi. Si spendono cifre astronomiche in armi, sottraendole alla sanità, alla ricerca e al sostegno dei più deboli. È un “dilemma della sicurezza” che non produce pace, ma solo una tensione pronta a esplodere.

La vera Ripartenza: Il ritorno al “Cosmopolitismo”

Se dobbiamo parlare di ripartenza, non possiamo limitarci a un concetto astratto. Dobbiamo pretendere un cambio di rotta radicale basato su tre pilastri:

  1. Il primato della Diplomazia: i conflitti si risolvono con i trattati, non con l’annientamento. Bisogna avere il coraggio di tornare a parlarsi.
  2. Disarmo e Supporto ai Fragili: fermare la corsa agli arsenali per ridistribuire risorse verso le popolazioni martoriate dalle guerre e dalla povertà.
  3. L’Uomo come “Cosmopolita”: riscoprire il concetto di abitante del mondo, portatore universale di diritti e doveri, indipendentemente dalla bandiera sotto cui nasce.

Ripartire significa riconoscere che non esiste sicurezza per nessuno se non esiste il rispetto delle regole per tutti. Anche io, che osservo e scrivo con la sola forza del mio sguardo, chiedo che il mondo torni a guardare verso la pace e il disarmo. Ripartiamo da qui.

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N:74

Gennaio

2026

L’autore

Piero Scurpa

Aeronautica militare

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